Ho scritto il mio primo articolo a diciannove anni e mi sono iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti nel 1994. Da allora ho sviluppato qualcosa che non si impara sui libri: so riconoscere immediatamente cosa è una notizia e cosa non lo è. E quando un cliente vuole comunicare qualcosa che non funziona, glielo dico. Non per deluderlo, ma per proteggerlo — perché pubblicare contenuti sbagliati sui posti sbagliati non alza l’immagine, la abbassa.
Ho collaborato con Il Sole 24 Ore, Capital, Vanity Fair, La Nazione. Ho collaborato con Rocco Forte Hotels, vissuto e lavorato all’estero — Ginevra, Tunisi, Dubai, Nairobi e Singapore — scrivendo di mercati internazionali e real estate per testate nazionali. Ho vissuto a contatto con l’hôtellerie a cinque stelle e con le SOP — le Standard Operating Procedures — quelle bibbie riservate e gelosamente custodite che insegnano ad anticipare l’esigenza del cliente prima ancora che la esprima.
Tutto questo oggi lo metto a disposizione di brand e privati che operano ai livelli più alti — e che cercano qualcuno che li segua davvero, non qualcuno che gli venda quello che vogliono sentirsi dire.
I wrote my first article at nineteen and joined the Italian journalists’ register in 1994 . Since then I have developed something that cannot be learned from books: I know immediately what is a story and what is not. I have worked with Il Sole 24 Ore, Vanity Fair, La Nazione, Rocco Forte Hotels. I have lived and worked abroad — Ginevra, Tunisi, Dubai, Nairobi and Singapore — and spent years inside five-star hospitality, where anticipating a client’s needs is not a courtesy, it is a discipline. Today I bring all of this to brands and individuals who operate at the highest levels, and who want someone who truly follows them — not someone who tells them what they want to hear.
Nei cinque stelle ho imparato che anticipare l’esigenza del cliente non è un optional — è un metodo. Le SOP, le Standard Operating Procedures dell’hôtellerie di lusso, sono bibbie riservate che ti insegnano a osservare, memorizzare e agire prima ancora che il cliente sappia cosa vuole. Io ho portato quella disciplina fuori dagli hotel e l’ho applicata al mio lavoro di advisor.
Quando seguo un cliente mi ricordo tutto: i criteri che mi ha dato, le preferenze che ha espresso, quello che ha detto tra le righe. Se mi dice che ha un budget di dodici milioni ma sarebbe felice di spenderne dieci, io non cerco l’operazione da dodici. Perché per me conta la sua soddisfazione nel tempo, non la commissione del momento.
L’Home Staging — che ho approfondito con una specializzazione nel 2019 — mi ha dato un ulteriore strumento: capire come uno spazio comunica ancora prima che qualcuno lo abiti o lo descriva. Oggi uso quello sguardo per valutare il posizionamento di un brand, di un hotel, di un immobile. Perché l’identità visiva è parte della strategia, non un dettaglio estetico.
In five-star hospitality I learned that anticipating a client’s need is not a courtesy — it is a discipline. I brought that method out of hotels and into my advisory work. I remember everything a client tells me, and I work accordingly. My Home Staging specialization gave me an additional tool: understanding how a space communicates before anyone describes it. Today I use that eye to evaluate the positioning of brands, hotels and properties — because visual identity is part of strategy, not a decorative detail.”
Back to Beauty è la piattaforma attraverso cui lavoro — e una scelta precisa su come voglio lavorare. Pochi clienti, perché ogni cliente merita attenzione vera, non un report standardizzato. Seguo ogni progetto in prima persona: dalla strategia ai contatti, dalla ricerca alla comunicazione.
Non lavoro con chiunque. Mi rivolgo a brand, imprenditori e privati che già conoscono il valore delle relazioni giuste — e che cercano qualcuno capace di costruirle, non di vendergliele.
Se hai bisogno che ti si dica sempre di sì, non sono la persona giusta. Se hai bisogno di qualcuno che ti dica la verità e poi si metta al lavoro per ottenerla, parliamo.
Back to Beauty is the platform I work through — and a precise choice about how I work. Few clients, because every client deserves real attention. I follow each project personally, from strategy to contacts, from research to communication. I don’t work with everyone. I work with brands, entrepreneurs and private clients who already understand the value of the right relationships — and who need someone who will tell them the truth, then get to work.
Con gli anni ho imparato che il lavoro migliore nasce quando non c’è bisogno di spiegare troppo. Cerco persone che parlino già il mio stesso linguaggio.
Over the years I have learned that the best work happens when very little needs to be explained. I look for people who already speak my language.